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News

Nota stampa shoppers

 

IMGP0012

(Servizio del TG2 del giorno 08 Giugno 2016)

Nota Stampa

CONTROLLI DEI CARABINIERI DEL NOE DI TORINO SUI SACCHETTI IN PLASTICA NON ECOCOMPATIBILI

SEQUESTRATE OLTRE 80 TONNELLATE DI SHOPPERS NON A NORMA PER UN VALORE DI 500.000 EURO

ELEVATE SANZIONI AMMINISTRATIVE PER CIRCA 100.000 EURO

 

Il Nucleo Operativo Ecologico di Torino, nel corso degli ultimi tre mesi ha condotto una mirata serie di controlli presso produttori e grossisti operanti nel settore degli imballaggi, al fine di verificare il rispetto della normativa italiana, all’avanguardia in ambito europeo, che dall’agosto 2014, vieta e sanziona la commercializzazione dei cosi detti “shoppers”, ossia dei classici sacchetti della spesa monouso non ecocompatibili e, pertanto, non conformi alla normativa europea.

Gli shoppers vietati sono essenzialmente quelli realizzati in materiale plastico (PE), dotati di manici o bretelle con spessore inferiore a 200 micron (quelli per uso alimentare),  e 100 micron (quelli per uso non alimentare) . Tali shoppers, ormai virtualmente scomparsi dalla grande distribuzione, sono al contrario ancora oggi, ad oltre 4 anni dall’emanazione del divieto, molto diffusi nei mercati comunali e rionali e nella piccola distribuzione, in forza dei costi di acquisto estremamente convenienti (fino ad un 1/10) rispetto al medesimo prodotto realizzato in materiale biodegradabile di origine vegetale.

I controlli sino ad ora condotti hanno permesso di delineare la filiera di produzione e commercio di tale merce, ed hanno riguardato sia le aziende produttrici dei sacchetti, localizzate soprattutto in Provincia di Savona e nella cintura torinese, sia quelle dedite alla distribuzione all’ingrosso di questo prodotto nel territorio piemontese; ne è emerso così un quadro di generalizzata illegalità, come dimostra il fatto che in

 

11 dei 14 interventi sono state elevate sanzioni a carico delle ditte per un importo complessivo di oltre 95.000 euro e sono state sequestrate più di 80 tonnellate di prodotti non a norma già pronti ad essere messi in  commercio, per un valore superiore ai 500.000 euro.

Il mancato rispetto della normativa ha ripercussioni ambientali ed economiche non indifferenti: da un lato la mancata eliminazione dal commercio degli shoppers monouso in plastica, non ha consentito di realizzare l’obiettivo che la normativa europea, prontamente recepita dall’Italia, si prefiggeva e cioè la diminuzione consistente di uno dei principali rifiuti da imballaggio, che fra l’altro ha la caratteristica di essere facilmente disperdibile nell’ambiente persistendo in esso per decenni, con danni soprattutto per l’ecosistema marino. Dall’altro provoca un grosso danno economico a tutte quelle aziende che, rispettose della normativa, hanno investito sulla produzione e distribuzione di imballaggi biodegradabili, che si vedono sottratte consistenti fette di mercato dalla commercializzazione indiscriminata di imballaggi vietati.

Le attività di controllo nel settore proseguiranno nelle prossime settimane al fine di garantire il ripristino della normalità, il rispetto delle normative e la tutela dell’ambiente.

Ulteriori approfondimenti potranno essere richiesti al Comandante del NOE di Torino, Capitano Vittorio Balbo – tel. 3208395212 e 3386925820

 

 

Sequestrati in Abruzzo shopper fuorilegge

Trovati durante un controllo delle Fiamme gialle. Non erano biodegradabili e compostabili come prescrive la legge.

SEQUESTRATI IN ABRUZZO SHOPPERS

27 febbraio 2016 11:57

Durante un normale controllo della Guardia di Finanza, sono stati trovati e sequestrati presso un’azienda di Pineto, in provincia di Teramo, oltre seimila sacchetti monouso per la spesa in plastica non biodegradabile e compostabile secondo la norma UNI EN 13432.

Oltre al sequestro, l’azienda – che produce sacchettame – dovrà pagare un’ammenda che può andare da 2.500 a 25mila euro. La notizia, pubblicata dal quotidiano locale Il Centro, è stata confermata dalle forze dell’ordine, che non hanno voluto però fornire ulteriori dettagli sull’operazione.

A quanto ci risulta, i controlli sulla conformità dei sacchetti in plastica sono sporadici e casuali, nonostante siano ancora in commercio – a distanza di dal varo della legge – shopper in plastica non conformi, distribuiti alla luce del sole da esercenti poco informati o “distratti”.

Varata nel 2011, la legge che vieta l’uso di sacchetti monouso non biodegradabili e compostabili, ad eccezione di quelli riutilizzabili più volte, è entrata pienamente in vigore nell’estate di due anni fa con la pubblicazione del decreto con le sanzioni. Per i contravventori, le multe variano da 2.500 a 25.000 euro, aumentate fino a 100mila euro se la violazione riguarda quantità ingenti di sacchi per l’asporto di merci.

 

Bioshopper vietati

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione (n. 116/2014) del Decreto Legge Competitività (n. 91/2014) è stato completato l’iter della normativa italiana sulla commercializzazione degli shopper monouso non biodegradabili e compostabili. Secondo tale legge di conversione, dal 21 agosto 2014 è vietata la commercializzazione di sacchetti in plastica, ad eccezione di quelli monouso biodegradabili e compostabili secondo la norma UNI EN 13432:2002, e di quelli riutilizzabili secondo precisi requisiti di spessore. La sanzione per chi commercializza prodotti non conformi va da 2.500 euro a 25.000 euro, e aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto di commercializzazione degli shopper riguarda quantità ingenti, oppure un valore della merce superiore al 20% del fatturato del trasgressore.

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